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L'Accademia al Quirinale
Le celebrazioni del cinquantenario sono proseguite a Roma, in autunno,
dove il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha ricevuto
in udienza particolare, nel palazzo del Quirinale, una foltissima
delegazione dell'Accademia, guidata dal Presidente Giuseppe Dell'Osso.

L'udienza, in forma ufficiale, ha rivestito un significato del
tutto particolare, in quanto ha rappresentato un riconoscimento
che l'Accademia
da tempo attendeva e che, per la sensibilità del Presidente
Ciampi, si è realizzato, come ha sottolineato, con le sue
parole il Presidente Dell'Osso: "Mezzo secolo di lavoro,
di passione disinteressata, di impegno culturale ha portato
l'Accademia
ad assumere l'attuale dimensione internazionale nel nome della
cultura italiana e della civiltà della tavola. Sono orgoglioso
di annunziare a lei per primo, Signor Presidente, che il nostro
impegno,
proprio in questo anno del cinquantenario, è stato riconosciuto.
Il ministro dei Beni culturali ha infatti inserito la nostra Accademia
nella tabella delle istituzioni culturali italiane".
Il Presidente della Repubblica ha risposto al saluto dell'Accademia
con un cordialissimo e simpatico intervento punteggiato da interessanti
considerazioni e da gustosi ricordi personali. Tra l'altro Carlo
Azeglio Ciampi ha voluto paragonare la civiltà della tavola
italiana alla struttura della lingua italiana: "gli ingredienti
sono i vocaboli", ha detto, "le ricette rappresentano
la grammatica mentre i menu sono la sintassi della buona tavola".
Ha poi proseguito: "Il culto della tavola e del cibo rientra
nelle tradizioni locali italiane ed è lo strumento per la
diffusione nel mondo della nostra civiltà della tavola".
Il Presidente Ciampi ha poi ricordato che oggi i comportamenti conviviali
sono profondamente cambiati. "Pranzi e cene in famiglia - ha
detto - scandivano le nostre giornate: trovarsi insieme a tavola
faceva sì che la famiglia fosse più unita. Importante
era anche la cadenza dei cibi, una specie di scadenza settimanale
per ogni giorno: c'era il giorno del pesce, quello della trippa,
o del fegato, o del baccalà. Non bisogna poi dimenticare
- ha soggiunto - la grande forza morale rappresentata dalla tavola
delle festività, quando tutta la famiglia si riuniva intorno
ai nonni, intorno al patriarca. Il menu era caratterizzato dagli
usi della famiglia che invitava, si mangiava, si parlava, ci si
sentiva uniti: questa era la grande forza d'attrazione della famiglia".
Volgendo alla fine del suo discorso, Carlo Azeglio Ciampi si è
congratulato con l'Accademia: "La vostra attività -
ha detto - va al di là di quello che può apparire
dal nome della vostra associazione e contribuisce egregiamente alla
diffusione dell'italianità nel mondo. Oggi anche attraverso
la cucina è possibile recuperare antichi valori e antiche
abitudini. Auguri, quindi, per il vostro impegno e per la vostra
passione".
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