Il "padre" fondatore dell'Accademia


Fu Orio Vergani a lanciare il grido di dolore "La cucina italiana muore!", avendo percepito il rischio che correva, in un clima di capovolgimento e stravolgimento dei valori tradizionali - quale quello degli anni '50 - la civiltà della tavola italiana. Civiltà che aveva (e fortunatamente ancora ha, almeno in parte) il proprio fondamento nella convivialità familiare, nel rispetto delle tradizioni, nella salvaguardia del costume gastronomico, nella conoscenza della storia, nella valutazione serena e obiettiva dei tempi che cambiano senza rinnegare né idealizzare il passato.

Chi era Orio Vergani. Era un curioso. Curioso di tutto. Curiosità, vizio e virtù di ogni giornalista che ami prima conoscere poi approfondire, quindi analizzare, sviscerare, comprendere. Quando, nel 1953, pensò ad un'Accademia della Cucina, fu probabilmente spinto dalle esperienze e dai ricordi gastronomici accumulati nel corso dello svolgimento del suo mestiere di inviato speciale sulle strade e nelle realtà italiane.

La sua filosofia. Diceva Vergani: "Se il lavoro mi porta a dover saltare il pranzo, lo salto. Ma quando mi metto a tavola, aperto e disponibile alla gioia ristoratrice della mensa, niente "falsi" e men che meno "patacche"!".

È alla chiarezza dei suoi principi che si deve la creazione dell'Accademia: veramente uno dei suoi doni più fruttuosi. Aveva, infatti, fin dall'inizio compreso che con essa nasceva un organismo di studio e di ricerca, e insieme uno strumento pratico di azione, elemento essenziale di un'ordinata politica del turismo e mezzo per elevare e conservare la civiltà della vita gastronomica italiana.

E così, i due principi essenziali - quello culturale e quello educativo - dell'Accademia consistono appunto nella difesa delle nostre tradizioni gastronomiche e dei piatti tipici, nel rispetto delle ricette più genuine e nella salvaguardia dell'arte, difficilissima, di manipolarle, senza travisarne le caratteristiche.

 
 
I Fondatori
Orio Vergani
Successione dei Presidenti/Segretari
Alcune date importanti
Le Manifestazioni
del Cinquantenario