Il Decalogo
Si è Accademico sempre, 24 ore su 24, il che vuol
dire che il rispetto dei principi sui quali si basa la filosofia dell'Accademia
ne ispirerà la vita, il comportamento, l'attività tutta, nel
pubblico e nel privato.
L'Accademico ama la cultura in genere e quella
della civiltà della tavola in particolare e di essa si nutre, studiando,
ricercando, partecipando alla vita culturale dell'Accademia con proposte,
idee, iniziative.
L'Accademico è persona di gusto, oltre che di
buon gusto. Egli lo coltiva, lo affina, lo esalta, lo difende e lo
diffonde, ne fa oggetto di testimonianza presso le nuove generazioni.
La forza della tradizione è, per l'Accademico,
conoscenza approfondita delle radici della propria cultura gastronomica,
ma anche consapevolezza del suo divenire. È per questo che
egli si pone, nei confronti dei valori tradizionali della civiltà
della tavola, non come di fronte ad un'entità immutabile, ma ne sa
cogliere gli sviluppi, le nuove esperienze, le intuizioni innovative.
Un
Accademico non è uguale all'altro. Egli rifugge dall'omologazione di
giudizio, di preferenze, di desideri, perché proprio così può dare un
contributo personale e costruttivo all'attività dell'Accademia.
L'Accademico è capace di riannodare i fili della propria personalissima
esperienza, dei sapori apprezzati nell'infanzia e recepiti nella
propria memoria, di ogni elemento vitale della propria esistenza, del
frutto della propria fantasia e creatività, delle usanze e delle
tradizioni locali della propria terra.
I valori individuali, la propria ricchezza interiore vengono messi
dall'Accademico a disposizione per l'arricchimento di tutti.
L'Accademico
ha una preparazione gastronomica che si è costruito attraverso la
propria esperienza, l'amore per le proprie radici, la partecipazione,
l'approfondimento, la curiosità per le differenti tradizioni. La sua
spiccata educazione gustativa gli consente di apprezzare e praticare le
regole che rendono piacevole la tavola.
Il
Simposiarcato è un preciso dovere dell'Accademico che deve essere
quindi disponibile a questa incombenza, manifestando al Delegato le
proprie proposte e iniziative. Il Simposio, punto focale della vita
accademica, va preparato con molta attenzione e in armonia con i
dettami accademici, sia nel pranzo di prova, importante premessa per
l'impostazione di un menu accademico, sia nella riunione conviviale
vera e propria.
È dovere dell'Accademico svolgere un'attività
continua di sensibilizzazione e divulgazione degli obiettivi che si
prefigge l'Accademia, presso l'opinione pubblica e gli organismi in
grado di sostenere tali obiettivi.
L'Accademico
è disponibile ad un'opera sollecita di educazione al gusto e di
sensibilizzazione ai valori culturali della civiltà della tavola presso
le nuove generazioni, in quanto consapevole della necessità di non
disperdere un patrimonio culturale e civile fondamentale.
Sono
propri dell'Accademico quei requisiti morali e di comportamento che ne
improntano, in ogni occasione, l'attività. Il rigoroso rispetto degli
impegni presi, la presenza alle riunioni e agli incontri conviviali, la
puntualità, la cortesia, la disponibilità, la testimonianza di civiltà
sono le doti imprescindibili di ogni Accademico.