L'Accademia si ritiene, a giusto titolo, l'alfiere della Civiltà della Tavola, unica istituzione intenta, da più di cinquant'anni, a propugnare la preminenza della cultura gastronomica sull'avvilente commercializzazione del cibo e su ogni forma d'ignoranza alimentare, attraverso un'intensa attività culturale condotta e realizzata con grande spirito di servizio, disinteressato ed impegnativo. Questo lungo cammino, percorso in totale autonomia, incurante delle lusinghe e delle sollecitazioni esterne, ha fatto sì che l'Accademia conservasse intatta la propria origine culturale, espressa dai suoi Fondatori, che erano personalità di primo piano nella cultura italiana del tempo.
Nel 2003, il Ministero per le Attività e i Beni culturali ha riconosciuto i meriti culturali, ampiamente documentati, dell'Accademia, conferendole il titolo di "Istituzione culturale", ponendola, quindi, tra le più grandi ed importanti realtà culturali italiane, portatrici di esperienza e di saggezza in molti campi della cultura.
L'unica Associazione gastronomica italiana presente in tutto il mondo
Ecco perché è nata l'Accademia Italiana della Cucina, la cui attività istituzionale, autofinanziata, si svolge senza scopi di lucro, con assoluta indipendenza di giudizio e su basi volontaristiche.
Perché salvaguardare i valori della cucina italiana - quella familiare, quella nata dalla storia di ogni piccolo comune dove, con i prodotti propri del territorio ognuno ha elaborato la sua particolare ricetta, ha interpretato a suo modo gli ingredienti di cui disponeva, contribuendo tuttavia a costruire una tessera di quel più vasto mosaico che è la cultura gastronomica di un popolo - equivale a salvaguardare anche un patrimonio più ampio: quello della storia, della cultura e del costume d'Italia. E non si tratta solo di preservare antiche tradizioni, ma di seguirne e tutelarne l'evoluzione e la divulgazione, presso gli uomini colti e amanti della cucina. Preservare questo patrimonio è giusto ed importante quanto preservare un'opera d'arte, un monumento, un documento storico.
Un servizio sociale per le nuove generazioni
Da oltre cinquant'anni, l'Accademia, organizzata in Delegazioni
territoriali - ad oggi 212 in Italia e 75 all'estero, con oltre 7.500
associati - lavora intensamente alla valorizzazione, alla
ricerca e all'ampliamento della conoscenza della cultura gastronomica
italiana. Per consegnare alle nuove generazioni un patrimonio
culturale, che oltre ad essere espressione delle origini della propria
terra, è arricchimento personale, ricerca della qualità, conoscenza
della storia, della formazione della cucina locale, dei suoi contatti e
contaminazioni con altre culture, della selezione, della scelta dei
prodotti tipici di ogni regione, paese, villaggio.
Scoprire o
riscoprire la cultura della convivialità, anche in casa propria, con
gli amici; acquisire o rinnovare la consapevolezza di trovarsi alla
stessa tavola, uniti dalla partecipazione a quella che potrebbe
definirsi una celebrazione comune - quasi un ripercorrere il
significato spirituale del rito della mensa, dove lo stare insieme ha
anche una funzione di reciproco sostegno, di solidarietà espressa nel
gesto dell'offrire - è anche un modo di valorizzare se stessi, un
valido principio educativo da non disperdere.
Ma le nuove
generazioni sono pronte ad accogliere il principio che l'identità
gastronomica sia anche identità culturale, oppure è già iniziato un
pericoloso processo di omologazione?
Ecco un altro obiettivo che
si propone l'Accademia Italiana della Cucina e per il quale alacremente
lavora: quello di proporre alle nuove generazioni la tradizione come
concetto positivo, frutto di migliaia di innovazioni, intesa cioè anche
come capacità di rinnovarsi, giorno dopo giorno, nelle forme e nelle
sostanze, ma capace di mantenere saldi i principi della genuinità,
della cura e della ricerca dei prodotti della nostra terra, della
capacità tutta italiana di metterli insieme.
E la tradizione,
come la intende l'Accademia, consente naturalmente anche lo scambio con
culture di altri popoli, ma senza omologazione, anzi esaltando il ruolo
guida della cucina italiana nel mondo.
Gli obiettivi fondamentali intorno ai quali si muove l'attività
dell'Accademia - salvaguardare la cultura e la civiltà della tavola del
nostro Paese, promuoverne e favorirne la conoscenza in Italia e
all'estero, sottolineare la forza della tradizione, intesa come
elemento dinamico - sono obiettivi sempre in movimento. Impossibile
bloccarli nel tempo o nello spazio. Perché l'ambiente naturale e
culturale cambia, perché il costume evolve, perché le nuove generazioni
si susseguono, perché la cucina sperimenta sempre, perché i confini si
estendono.
Il compito dell'Accademia è quindi anche quello di
gestire l'evoluzione nel rispetto della tradizione ed è un compito che
richiede un'attività continua, un ampliamento continuo dei campi di
azione, un'incessante ricerca di ragionati e consapevoli consensi, una
diffusione capillare sul territorio nazionale e nel mondo.
Fino ad
oggi l'intenso e qualificato impegno dell'Accademia ha fatto sì che gli
organi d'informazione e l'opinione pubblica siano diventati via via
sempre più sensibili ai temi legati alla salvaguardia dei valori della
civiltà della tavola italiana e di quel patrimonio di storia, cultura e
costume, che si è formato nel tempo in ogni parte d'Italia, anche per
merito di una specifica filosofia del gusto.
Esplorare e
sottolineare le continue opportunità offerte dalla frequentazione
assidua della cultura gastronomica - quasi sia essa stessa cibo per il
corpo e per la mente - si traduce per l'Accademia in una presenza
costante all'organizzazione di eventi culturali e conviviali che siano
da stimolo a studiosi, Accademici, autorità e ristoratori per
diffondere, approfondire, studiare, elaborare, migliorare sempre il
valore della qualità della conoscenza, della tradizione,
dell'innovazione e dell'educazione gastronomica presso le generazioni
presenti e a venire.
L'articolo 2 dello Statuto
L'attività dell'Accademia si esprime su più versanti. L'articolo 2
dello Statuto ne precisa gli indirizzi principali, ispiratori delle
innumerevoli iniziative che l'Accademia intraprende, coordina,
sollecita, promuove non solo al suo interno ma soprattutto con una
visuale che spazia a 360°. L'Accademia, infatti, per il conseguimento
dei suoi obiettivi:
a) studia i problemi della gastronomia e della
tavola italiana, formula proposte, dà pareri in materia su richiesta di
pubblici uffici, di enti, di associazioni e di istituzioni pubbliche e
private, ed opera affinché siano promosse iniziative idonee a favorire
la migliore conoscenza dei valori tradizionali della cucina italiana;
b)
promuove e favorisce tutte quelle iniziative che, dirette alla ricerca
storica e alla sua divulgazione, possono contribuire a valorizzare la
cucina nazionale in Italia e all’estero anche come espressione di
costume, di civiltà, di cultura e di scienza;
c) promuove e
favorisce la conoscenza presso la pubblica opinione di quegli esercizi
che offrono una seria garanzia del rispetto e dell’osservanza della
tradizionale e caratteristica cucina nazionale, regionale e locale;
d) istituisce e conferisce riconoscimenti a chi opera per il raggiungimento degli scopi istituzionali.